Posts Tagged ‘lesbica’

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Perché lesbiche e gay non voteranno Giulia Bongiorno

10 gennaio 2013

Come tutti sanno, la candidata alla presidenza della regione Lazio per il centrodestra è lesbica.

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Non ha ancora fatto coming out.

Il suo outing, invece, risale al 6 ottobre 2010, quando Tiziano Ferro dichiarò nelle interviste e scrisse nella sua autobiografia : Poi mi sono rivolto all’avvocato Giulia Bongiorno per chiederle un parere, una mano, un consiglio, forse solo una parola. L’ho fatto senza rendermene conto: mi sono rivolto a un penalista! Come se le mie azioni e i miei pensieri fossero incriminanti. Come se la mia condizione costituisse un reato (…).  Arrivo dall’avvocato Bongiorno nervosissimo, dopo una notte insonne. Lei, che ammiro incondizionatamente da anni, improvvisamente mi apre un mondo quando mi rassicura con tono fermo ed espressione schietta: «Non c’è cosa migliore dell’andare da un penalista quando non se ne ha bisogno!». E io ho sorriso. (…) E poi mi sono sentito capito, e ancora sostenuto. Forse anche un po’ protetto. Protetto dopo tanti anni passati da solo dietro le barricate a tentare di capire dove si nascondesse il nemico, per poi giungere alla conclusione che l’unico nemico era rappresentato soltanto da me e dalla crudele inconsapevolezza con la quale mi ostinavo ad affrontare la vita.

In questo post di un anno fa già veniva affrontata la questione della (in)visibilità di Giulia Bongiorno, la sua maternità da single, la difesa delle donne, la sua militanza politica a destra, le incongruenze di tutto ciò.

Oggi che si candida a guidare la regione Lazio con lo schieramento più cattolico, il più apprezzato e appoggiato dalle gerarchie vaticane, il più omofobo e maschilista, quello che impedirà l’approvazione di qualsiasi legge in favore della parità delle persone lgbt, torniamo a porre le stesse domande:

Perché?

Perché Giulia Bongiorno non dichiara apertamente la propria omosessualità?

Perché Giulia Bongiorno non spiega perché si schiera con un partito omofobo?

Perché una lesbica, un gay, un/una transessuale dovrebbe votare Giulia Bongiorno?

Le risposte non arriveranno, o saranno come sempre ipocrite e ambigue: non sono lesbica, ma non c’è niente di male; non sono omofoba, ma sono loro che sono gay; non sono contro la parità, ma sono loro che ne vogliono troppa; questi sono temi sensibili, sono per la libertà di coscienza.

Possiamo dunque già dichiarare che la sua candidatura è poco attraente per lesbiche e gay, e anzi è inutile e dannosa per la nostra causa, esattamente come lo sono persone come Bindi, Polverini (eletta con lo slogan “Una famiglia normale”, e che bella famiglia ha piazzato alla Pisana…), Giovanardi, Casini, Monti, Fini, Fioroni, Rutelli, Albertini, Formigoni e compagnia bella. Di voi abbiamo piene le ovaie/palle.

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Sulla verginità di Rosy Bindi

19 luglio 2012

Io so. So che Rosy Bindi non è vergine.

L’ho appurato ieri sera.

I più attenti se ne erano già accorti. Che la verginità l’aveva persa da tempo. I segnali era tutti concordi e manifesti.

Eppure molti non li avevano còlti, anzi hanno continuato – e continuano – a considerare Rosy Bindi vergine.

Mi dispiace, amiche ed amici, ma non è così.

Forse eravate stati ingannati dalle apparenze, dal look un po’ butch, un po’ pastora, stile Emmy Noether, senza trucco, senza burka di plastica, da donna vera, genuina, reale. Brutta e malvestita per il maschio macho, bella agli occhi di noi uomini e donne comuni.

O forse vi avevano depistato le sue battaglie civili e sociali, per le donne appunto, per i “valori”.

E invece no.

Ieri sera, alla festa del Pd, ho toccato con mano che Rosy Bindi ha perso la propria verginità.

A chi – come noi, una decina di persone –  le urlava la necessità di parità, di uguaglianza, del rispetto dei principi costituzionali – lei, Rosy, ha saputo replicare frasi del tipo:

State buoni, che vi fate male da soli

“Preferisco fare un passo avanti invece che provare a farne tre e rimanere fermi”

“Non vi fate strumentalizzare dagli indipendenti gay del Pd”

Ho mediato tra la posizione dei vescovi e la vostra

“I vescovi mi hanno fatto una manifestazione contro”

“Io e i valori che rappresento non saremo mai emarginati da questo partito!”

e amenità del genere.

Mentre noi parlavamo della nostra vita, della nostra pelle, lei ci parlava di come è brava a conservare il potere, a ipotecare per un altro decennio la poltrona di parlamentare o ministra.

No, cara Rosy, non sei vergine: la politica non è questa, hai fatto gli stessi discorsi dei Giovanardi, dei Rutelli, delle Binetti, ovvero la feccia della politica. Rosy, sei rotta.

Rosy, mi fai schifo.

Ieri sera hai perso. Hai perso l’opportunità di mostrarti donna. Hai perso il diritto di rappresentare le lotte delle “minoranze”, perché le discriminazioni si combattono tutte o non si combattono, si contrastano pienamente o le si avallano. Di fronte ai diritti umani non c’è compromesso che tenga.

E quindi noi non ti seguiremo più, perché le offese che negli anni ci hai cattolicamente rivolto, la mano che cristianamente ci hai sottratto, bastano. Anzi ovunque andrai, ti ricorderemo che sei rotta.

Noi froci, noi lesbiche, noi trans ormai sappiamo che nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso.

E noi non non te lo diamo, questo consenso .

E’ una lezione che abbiamo imparato non solo dalle lotte dei nostri compagni, ma dalle donne, dai negri, dagli ultimi della storia.

Addio Rosy.

P.S. Lo stesso concetto lo esprime oggi Stefano Rodotà, con queste parole certo più pacate ma ugualmente implacabili:

“È disperante che i partiti si preoccupino più degli equilibri interni e delle alleanze possibili che del rispetto della dignità e dell`eguaglianza delle persone, rimanendo ancora sostanzialmente schiavi di quella che è stata chiamata la “politica del disgusto”, mentre è tempo di realizzare pienamente la “politica dell`umanità”.

Non mi stupisco che Rodotà, voce limpida nell’Italia di merda di oggi, sia ignorato/emarginato dal PD.

 

P.S.2  Bell’articolo di Luca Telese sull’ argomento.

P.S.3  La conferma della linea ipocrita e miope del PD direttamente dalle parole di Pier Luigi Bersani.


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CANTANTESSA

23 aprile 2011

Dopo anni di silenzi, anche Carmen Consoli – dopo Tiziano Ferro – dichiara la sua omofilia.
I meno disattenti si erano già accorti che qualcosa in lei non andava (il matrimonio lesbico, felice e liberatorio, in FIORI D’ARANCIO, per di più in chiesa e in Via della Conciliazione a Roma, di fronte a piazza San Pietro):

Adesso finalmente la dichiarazione al settimanale A che sì, potrebbe innamorarsi di una donna e che sì, vorrebbe un figlio gay.

Brava cantantessa!

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